Montesarchio (BN) – Chiesa di S. Francesco

Fu fondata in un area, all’epoca ubicata fuori del perimetro delle mura, nella prima metà del secolo XIV, ma oggi si presenta in una veste sostanzialmente classicheggiante, che, quasi sicuramente, ricopre i volumi gotici quasi immutati. La facciata, tripartita dalle arcate del portico, è a capanna, con la parte centrale assai più elevata e timpanata, solennemente decorata con coppie di paraste binate. Le parti laterali della facciata sono evidenziate da oculi soprastanti la trabeazione, culminanti in statue. Alle estremità della facciata, appena al di sopra del portico, sono altre due statue, raffiguranti la Carità e la Speranza. Nel portico, protetto da cancellate, sono tre portali, risalenti alla primitiva costruzione. Bellissimo quello centrale, datato al 1339, che reca nella lunetta un altorilievo raffigurante la Crocifissione (al centro in alto) e l’Annunciazione (al centro in basso), S. Ludovico (a sinistra) e S. Francesco stimmatizzato (a destra), il tutto straordinariamente intatto nella meravigliosa cromia originaria. I colori sono conservati persino dei tre scudi araldici scolpiti nell’architrave sottostante, sorretto da due mensole scolpite; alla base gli stipiti recano dei leoni scolpiti in altorilievo. Le ante lignee sono anch’esse scolpite, del 1514. L’interno è a navata unica, coperta con una volta poggiante sull’alta trabeazione, sorretta da imponenti paraste binate, di ispirazione vanvitelliana. La luce invade il volume compatto così composto dal grande finestrone della facciata (appena ombrato dalla cantoria, col bell’organo settecentesco), dalle due finestre laterali ma, in modo assai sapiente, dai tre oculi terminali. La navata termina con un abside forato aperto da due coppie di colonne, che inquadrano la nicchia (freddamente neoclassica, in marmo) con la Vergine, posta all’interno di un vano arretrato. Nella navata, sull’altare a sinistra è una Immacolata Concezione di Paolo Finoglia; sull’altare a destra, incorniciata da un tela secentesca con i santi Carlo Borromeo e Matteo, è un affresco del secolo XV raffigurante la Madonna del Latte. Un’altra interessante tela settecentesca, sul lato destro, raffigura la Vergine e S. Giuseppe col Bambino, tra i santi Agostino e Girolamo.

Ai lati della navata si aprono due profonde cappelle rettangolari, poste ciascuna in corrispondenza dei due portali laterali esterni ed in comunicazione con la navata mediante ampie arcate, replicanti quelle che simulano cappelle nella navata stessa. Quella di sinistra conserva importanti testimonianze rinascimentali e barocche, quali la tavola di S. Antonio da Padova attribuita a Stefano Sparano (pittore caiatino documentato fino ai primi due decenni del Cinquecento). Nella stessa cappella sono venuti alla luce di recente resti di affreschi tardomanieristici. La cappella di sinistra, dedicata al Rosario, conserva sull’altare una bellissima decorazione a stucchi scolpiti bianchi (bellissime le colonne tortili), inquadrante un tale secentesca raffigurante la Vergine del Rosario, oltre la straordinariamente completa suppellettile liturgica barocca della mensa (cartegloria, rosa, tovaglia etc.). Sulla parete appena a destra del portale esterno di ingresso alla cappella, in una nicchia un rocco di colonna antica sulla quale la tradizione, documentata da una lapide marmorea, ritiene avesse riposato S. Francesco.

Testo: Pietro Di Lorenzo

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