Caserta (CE) – Villaggio Torre

La presenza di nuclei abitati nell’attuale centro storico ottocentesco di Caserta, noto per secoli come “Torre”, è documentata sin dalla Bolla di Senne. Particolare ruolo aveva la via Trivio (oggi Mazzini) parte di un lungo un asse rettilineo, in gran parte edificato sui due lati, che, passando davanti al Palazzo Acquaviva, accoglieva i più importanti insediamenti monastici del territorio: sant’Agostino nell’attuale largo San Sebastiano (forse già dalla fine del XIII secolo con gli Agostiniani, poi alle Domenicane dal 1712, infine alle Suore del Patrocinio di S. Giuseppe) e Santa Caterina d’Alessandria, attuale Sant’Antonio (con convento dei Francescani Conventuali dal 1575; dal 1783 passò ai Carmelitani e nel 1823 ai Redentoristi). Inoltre, direttamente su via Trivio sboccavano la strada S. Elena (verso la chiesetta omonima) e la strada del Redentor con la chiesa di San Sebastiano (distrutta nel 1783; il suo posto fu preso dalla chiesa del Redentore, parzialmente abbattuta e modificata radicalmente nel 1925) e, al termine, all’imbocco della via San Carlo, il convento del Carmine nell’antica chiesa dell’Annunziata e la congrega di San Giovanni Battista. La costruzione della reggia vanvitelliana (1752), l’apertura della piazza Commestibili (poi Margherita, oggi Dante, 1837) e del lunghissimo asse di corso Ferdinando (1837-51, oggi Trieste), il trasferimento (1842) nel piano della sede vescovile nell’attuale cattedrale (sostanzialmente coincidente con l’antica chiesa del Carmine), via Mazzini confermò il suo precipuo ruolo urbanistico rafforzato dall’allargamento e dal raddrizzamento del percorso. Il sorgere del teatro Isabella (1825-30, successivamente più volte modificato, sul sito dell’attuale Teatro Comunale) ne fu una prova ulteriore.

Testo: Pietro Di Lorenzo

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