Caserta (CE) – Reggia Vanvitelliana, Sala delle Guardie del Corpo

La sala delle guardie del corpo è la seconda delle anticamere che si attraversano quando dallo scalone, passando nel vestibolo superiore, si vuole raggiungere l’appartamento reale. La struttura architettonica e la funzione della sala sono già delineate nel progetto di Luigi Vanvitelli, come risulta dalla “Dichiarazione dei disegni…”, pubblicata dalla Stamperia Reale nel 1756. Infatti, nell’indice della tavola III “Pianta del Piano Reale” si legge “Sala grande per le guardie del corpo, camera per l’Essente, per il Brigadiere, Cammino ed altro”. La sala era, allora come oggi, preceduta dalla sala per gli alabardieri e seguita dalle altre anticamere e dalle sale di rappresentanza fino alla camera da letto del re, nell’ordine e nelle funzioni dell’attuale Appartamento Nuovo. Alla morte di Luigi Vanvitelli (1773) il rustico del palazzo, giunto finalmente alle coperture, era completo nelle decorazioni solo per quanto riguarda parte dello scalone, dei vestiboli, di parte della cappella e per il teatro di corte. La mutata ubicazione dell’appartamento reale (allocato nell’odierno Appartamento Vecchio) non comportò variazioni nelle funzioni e nella disposizione delle prime sale di anticamera. Però le decorazioni, salvo quelle della sala degli alabardieri, mutarono radicalmente, virando decisamente verso un gusto neoclassico più accentuato. Infatti, dal confronto con la sezione del piano nobile visibile alla tavola IX della “Dichiarazione”, si nota la sostanziale difformità del progetto originario rispetto all’attuale sala (realizzata sotto la direzione dei lavori di Carlo Vanvitelli). La sala, come le tutte quelle di rappresentanza dell’appartamento reale, occupa i due alzati completi del piano nobile e del secondo piano. Al centro della volta è il grande affresco di Girolamo Starace Franchis (Napoli, 1730 ca – ivi, 1794) raffigurante “Gloria del principe Farnese e le dodici province del regno” (1785). Il palinsesto architettonico di paraste scanalate binate, poste a sorreggere l’ampia trabeazione, è l’unico elemento preservato del disegno originario. La fastosa decorazione a stucco della volta e, soprattutto, i grandi e piuttosto pesanti altorilievi in stucco posti come sovrapporte e sovrafinestre (con episodi della storia antica avvenuti in località del Regno), sono di Paolo Persico, Tommaso Bucciano, Gaetano Salomone. Sempre di Salomone sono i fasti militari sorretti da putti, posti sul cornicione. Gli sgabelli sono opere francesi (api borboniche cui fu sovrapposto il monogramma di Ferdinando I, dopo la Restuarazione). Sulle consolles sono i busti dei re di Napoli: Ferdinando IV (A. Canova, 1820ca), Francesco I (G. Del Nero, 1825), Ferdinando II (L. Pamploni (?), 1835), Francesco II (C. La Barbera, 1860). L’imponente gruppo scultoreo “Alessandro Farnese che soggioga le Fiandre” è di Simone Moschino (1598).

Testo: Pietro Di Lorenzo

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