Caserta (CE) – Reggia Vanvitelliana, Sala degli Alabardieri

La sala degli Alabardieri è la prima delle anticamere che si attraversano quando dallo scalone, passando nel vestibolo superiore, si vuole raggiungere l’appartamento reale. La struttura architettonica e la funzione della sala sono già perfettamente delineate nel progetto di Luigi Vanvitelli, come risulta dalla “Dichiarazione dei disegni…”, pubblicata dalla Stamperia Reale nel 1756. Infatti, nell’indice della tavola III “Pianta del Piano Reale” si legge “sala grande per gli Alabardieri, con camere annesse per il Sergente, ed altro Uffiziale, cammino [sic] per il fuoco, ed ogni altro comodo necessario”. Seguivano le altre anticamere e le sale di rappresentanza fino alla camera da letto del re, nell’ordine e nelle funzioni come ancora attualmente visibili in quello che oggi è detto Appartamento Nuovo. Infatti, come è noto, alla morte di Luigi Vanvitelli (1773) il rustico del palazzo, giunto finalmente alle coperture, era completo nelle decorazioni solo per quanto riguarda parte dello scalone, dei vestiboli e della cappella e per il teatro di corte. La mutata ubicazione dell’appartamento reale (nell’attuale disposizione del cosiddetto Appartamento Vecchio) non causò mutamenti sensibili nella disposizione e nelle decorazioni delle prime sale di anticamera. Infatti, dal confronto con la sezione del piano nobile visibile alla tavola IX della “Dichiarazione”, si nota la sostanziale aderenza della attuale sala (realizzata sotto la direzione dei lavori di Carlo Vanvitelli) al progetto originario. La sala degli Alabardieri, come le tutte le sale di rappresentanza dell’appartamento reale, occupa i due alzati completi del piano nobile e del secondo piano. Al centro della volta è il grande affresco di Domenico Mondo (Capodrise, 1723 – Napoli, 1806) raffigurante “L’Allegoria delle Armi di casa Borbone”, completato nel 1787. I busti, collocati nelle nicchie ovali al di sopra delle porte e delle finestre delle pareti longitudinali della sala, scolpiti da Tommaso Bucciano e le decorazioni a stucco ed i trofei militari, realizzati da Angelo Brunelli e Andrea Calì, furono completati tra il 1781 e il 1789. I grandi lampadari in bronzo dorato e vetro furono eseguiti nella prima metà dell’Ottocento a Napoli, consolles e sgabelli sono opere napoletane della fine del ‘700. Sulle consolles sono i busti delle regine di Napoli (Maria Amalia e napoleonidi escluse): Maria Carolina d’Asburgo-Austria (Schweickle, post 1815), Maria Isabella di Borbone-Spagna (Del Nero, 1825), Maria Cristina di Savoia (ignoto, 1834-36), Maria Sofia di Baviera (La Barbera, 1860).

Testo: Pietro Di Lorenzo

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