Caserta (CE) – Chiesa di S. Antonio

Già intorno al 1335 si ha notizia di una chiesa di S. Antonio costruita in Caserta (dove non è noto) a spese di Pietro da Sparano. Si deve alla devozione degli Acquaviva e alla loro particolare predilezione per l’ordine francescano (insediati grazie alla potente famiglia in S. Francesco e in S. Lucia) la nascita nel sito attuale di un convento affidato ai Conventuali (uno dei rami in cui la famiglia francescana si era divisa nel sec. XVI). Il conte Giulio Antonio Acquaviva e la moglie decisero di fondarlo lungo la “strada grande” che da loro palazzo (attuale sede della Prefettura) conduceva “verso lo casale della Dolifreda”. Nel 1575 fu stipulato il rogito notarile di fondazione e l’anno seguente si cominciò l’edificazione del complesso conventuale. La chiesa originaria, ad una navata e cinque cappelle, fu intitolata a S. Caterina. Da questa prima chiesa proviene l’interessante tavola di Pompeo Landulfo, probabilmente sull’altare maggiore, oggi nella Curia Vescovile, raffigurante la santa. Fin dall’inizio, la devozione dei francescani per S. Antonio di Padova, diffuse il culto del Santo e trasferì, impropriamente, il titolo al tempio. Nel 1783 il convento fu ceduto ai Carmelitani che avevano dovuto lasciare la sede (nel sito dell’attuale Cattedrale in Caserta nuova) per l’ubicazione della parrocchia di S. Sebastiano dopo la distruzione della chiesa omonima. Soppresso il convento in età napoleonica, successivamente entrò nei beni della Real Casa Borbone e solo nel 1823 fu affidato ai Redentoristi o Padri Liguorini che intitolarono la chiesa al loro fondatore S. Alfonso Maria de’ Liguori. Ma il titolo che il popolo continuò restò S. Antonio e finalmente nel 1843 Ferdinando II ufficialmente legò alla chiesa, ricostruita, ingrandita ed inaugurata nel 1848, sostanzialmente nelle forme attuali, da Pietro Valente, importante architetto napoletano, artefice della seconda fase del Neoclassicismo quale professore e poi direttore dell’Accademia di Belle Arti, autore della villa Acton (oggi Museo Pignatelli). Nel 1868 i Liguorini lasciarono il convento che fu destinato a Scuole e Licei. Dal 1972 è sede di parrocchia.

Testo: Pietro Di Lorenzo

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