Caiazzo (CE) – Palazzo Savastano e cappella Sant’Agnese

Il Palazzo Savastano, una delle cortine edilizie private più notevoli del centro storico dei Caiazzo, si presenta nelle forme attuali come un imponente edificio privato di impronta barocca, realizzato, sicuramente su costruzioni preesistenti, nel scorcio del secolo XVII. La facciata principale, vero capolavoro di architettura delle superfici, è ritmata al piano nobile, da 7 bellissime finestre, splendidamente incorniciate da lussureggianti stucchi mistilinei, sormontate ciascuna da un mezzobusto in terracotta raffigurante figure allegoriche. Per il semplice portale si accede ad una piccola corte prospetticamente incentrata sulla grande scalea a forbice, di imponente concezione, pur in spazi così ristretti, aperta sulla fronte di ingresso da una doppia loggia a tre arcate. Sulla parete di ingresso grande stemma della famiglia De Partis (inizio ‘700) in stucco; due affreschi settecenteschi raffiguranti paesaggi con “alba” e “tramonto” sono sulle terminazioni delle prime due rampe laterali. L’appartamento principale, arredato con gusto, conserva mobili e suppellettili che costituiscono una vera e propria collezione privata di arti figurative e applicate dal ‘700 ai primi del ‘900. Notevoli gli affreschi del salone grande, del salotto e della camera da pranzo.

La vicina cappella di S. Agnese è inserita in un palazzo, oggi dall’aspetto ottocentesco, già adibito a Municipio e a Scuola Elementare, ma documentato già in una pergamena del 1229, appartenente fin da quell’ epoca alla famiglia Egizi. Fondata in epoca imprecisata, il piccolo luogo di culto ci appare, a seguito di un sapiente restauro recente, come il più notevole esempio di cultura artistica caiatina del Rinascimento. Vi si accede grazie ad un portale calcareo, datato 1491, finemente decorato a grottesche e sormontato da un architrave recante una iscrizione a lustro degli Egizi ai lati della quale sono scolpite due teste di moro egiziano, simbolo araldico della famiglia proprietaria; nella sovrastante lunetta semicircolare campeggia un Eterno Padre. L’interno è scandito in due ambienti a pianta rettangolare, separati da un grande arco trionfale di impostazione classica, anch’esso scolpito e illustrato, sui due plinti di base, dalle teste del moro. Il secondo ambiente conserva, oltre al piccolo altare ottocentesco, sulla parete retrostante una tela settecentesca raffigurante S. Agnese. Sul lato sinistro è collocato il sepolcro dell’abate Leonardo Egizi, primicierio della Cattedrale ed elemosiniere maggiore di Ferdinando I d’Aragona, probabile committente dell’attuale cappella e delle sue decorazioni, morto nel 1194. Sorprendente per qualità è l’affresco raffigurante la Madonna col Bambino dipinto da Francesco Cicino, pittore caiatino operoso in numerosi centri campani e in Napoli (Cappella Pontano a S. Maria Magg.) dalla fine del ‘400 ai primi decenni del ‘500, di modi ispirati al linearismo umbro di Pinturicchio e del Perugino.

Testo: Pietro Di Lorenzo

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