Sessa Aurunca (CE) – Chiesa dell’Annunziata

Oggi non è ancora nota la data di fondazione della chiesa dell’Annunziata di Sessa. La sua collocazione fu al di fuori del perimetro delle mura altomedievali, nella zona ancor oggi destinata al mercato, in un’area di forte espansione edilizia dal XV secolo. Una lapide all’ingresso ricorda la data del 1489. L’ipotesi qui avanzata è che si tratti solo di una memoria successiva di almeno qualche decennio alla fondazione che, come di consueto per le Annunziate di Terra di Lavoro, andrebbe collocata tipicamente in età angioina. A conforto di ciò, le caratteristiche comuni agli esemplari di Aversa, Napoli etc: giuspadronato laicale, ubicazione extramurale, presenza di istituzioni assistenziali (orfanotrofi, ospedali, conservatori etc.). Della probabile struttura gotica ad una navata, a presbiterio quadrato, restano ancora oggi possibili tracce nello slancio straordinario della struttura attuale e nella forma del presbiterio. L’attuale pianta a croce centrale con la coppia di campanili laterali in facciata si fa risalire ad un rifacimento Rinascimentale. Ma la sontuosa e magnifica veste architettonica e decorativa attuale è attribuita a Domenico Antonio Vaccaro e a G. Astarita. La facciata, straordinariamente mossa ed articolata tanto su scala globale quanto nei dettagli, è ritmata in tre moduli rettangolari sia in orizzontale che in verticale, conclusa nel timpano centrale e nelle due torri campanarie, di eccezionale slancio soprattutto in relazione alla modestissima larghezza dell’asse viario prospiciente. Tre portali timpanati danno accesso al vasto e solenne interno, a croce greca, con crociera centrale coperta da una slanciata cupola su tamburo cilindrico. Sulla controfacciata è la grande balconata, poggiante su un grande arco ribassato. L’altare maggiore, in marmi policromi, delimita il presbiterio quadrato, in cui è il bel coro ligneo settecentesco, la grande tela dell’Annunciazione (Sebastiano Conca). Appena più avanti, le due belle cantorie a balcone, simmetriche. Gli altri altari laterali (transetto e cappelle nella prima campata) conservano belle tele di P. Sarnelli (da destra: S. Leone Magno con una bella vista della città, Assunzione di Maria, Flagellazione di Gesù). Dal braccio destro della croce si accede ad una vasta cappella dalla bassa copertura a padiglione in cui sono la lapide sepolcrale del governatore spagnolo di Sessa Lopez de Herrera, un bellissimo altare settecentesco che continua in una vasta cornice marmorea a parete, al cui centro è una interessante tavola della pietà (fine sec. XV – primi sec. XVI). Altra reliquia delle antiche strutture della chiesa è la bella tavola tardorinascimentale di S. Agata, datata 1602, di Vespasiano Friozzo.

Testo: Pietro Di Lorenzo

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