Puglianello (BN) – Castello

Sappiamo che già in età romana l’area di Puglianello fu abitata grazie ad una lapide, riportata da Mommsen, ritrovata nei pressi del Volturno. Le fonti tacciono fino ad un documento dell’anno 800 in cui è citato un casale nelle vicinanze; negli anni successivi (vuoi anche per la vicinanza al grande centro di Telese) le citazioni si infittiscono (841, 856). La persistenza ancora nel XIX secolo di molte edicole campestri induce ad ipotizzare che nel territorio gli insediamenti umani fossero piccoli e diffusi (si ricorda anche un castrum Marafi, esistente ancora nel 1500). Il borgo era in suffeudo già intorno al 1150: infatti, nel Catalogus Baronum risulta dato (con l’obbligo di un solo milite) a Johannes Garardus Camerarius, valvassore di Nicolaus Frascenellus, a sua volta vassallo di Roberto dei Sanseverino di Lauro, conte di Caserta e titolare del feudo. Probabilmente la crisi sismica che nel 1349 distrusse Telese, da un lato, e la fine del potere feudale della vicina abbazia del Salvatore (dai primi del XV in commenda) causarono l’accrescimento del centro urbano attuale. Nel 1460 appartenne a Giovanni da Celano cui fu tolto per delitto di fellonia. Lo ebbero poi i Gaetani e i de Rinaldo (la famiglia capuana cui appartenne il letterato e storico Ottavio, nato proprio a Puglianello nel 1712 e morto nel 1773). Decimato nella popolazione durante la peste del 1656 (tanto che il vescovo di Telese, mons. Mariani, pensò di sopprimere la parrocchia). E’ allo stato impossibile con certezza riconoscere strutture più antiche del XV secolo negli edifici che oggi costituiscono il castello. Il che potrebbe essere giustificato dalla pressoché totale ricostruzione avvenuta forse in seguito al terremoto matesino del 1456. L’impianto attuale è tipicamente rinascimentale: pianta quasi quadrata a corte chiusa, con quattro torri angolari a pianta circolare, con base troncoconica e alzato cilindrico, pareti verticali con base scarpata, ben conservata solo sui fronti verso NO e SE (doccioni). La trasformazione in villa rustica (avvenuta tra il XIX e il XX) ha pesantemente alterato la volumetria della struttura (soprattutto lungo le cortine) e gran parte delle facciate (in particolare quella è l’accesso principale). La torre principale, quella verso Nord, è anche la meglio conservata (redondone in piperno, tracce di saettere, doccione). Proprio il fronte verso Alife (NO) sembra conservare interessanti tracce della primitiva costruzione medievale: infatti, è possibile ipotizzare che l’accesso originario fosse su questo lato, in corrispondenza del rafforzamento della cortina costituito dalla bassa torre rettangolare difesa da cannoniere e feritoie.

Testo: Pietro Di Lorenzo

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