Marigliano (NA) – Municipio

L’attuale edificio ottocentesco del Municipio nasconde una vicenda costruttiva lunga e articolata, in gran parte ancora da ricostruire. Infatti, l’insula terminale del rione “terra” di Marigliano, ai margini sud-orientali della cortina muraria medievale dell’abitato, fu occupato dal Monastero di S. Maria delle Grazie, eretto dalla comunità benedettina Virginiana di Montevergine forse alla fine del XIII secolo. Il monastero fu ingrandito a partire dalla fine del ‘400 e, radicalmente, in più riprese (1602, 1604, 1617, 1621, 1687, 1690, 1693, 1713). In particolare, nel 1628 ottenne l’assenso del Consiglio Collaterale per acquisire tutto lo spazio fino alle mura. Soppresso nel 1806, nel Decennio Francese ospitò la Gendarmeria Reale, dal 1862 fu sede del Comune, di una scuola dal 1870. L’apertura del nuovo accesso alla struttura fu decisa dal lato della Strada Regia: l’attuale facciata neobarocca fu costruita nel 1930 (Fausto Iodice) verso l’abitato moderno. E’ ritmata da paraste giganti impostate sul bugnato liscio del paramento del piano terraneo. Su via Montevergine, a fianco dell’antico accesso al monastero, sorge la chiesa di S. Maria delle Grazie o la Nova, oggi del Ss. Sacramento (dal nome della Congrega, fondata nel 1758, che vi ebbe sede dal 1816). L’edificio risale al 1581, quando furono acquistate le case adiacenti al convento per ampliare la chiesa più antica. La semplice facciata è arricchita dal bel portale tardorinascimentale, in piperno, sormontato da un arcosolio. L’interno è a navata unica coperta da un tavolato dipinto (oggi in forme tardosettecentesche ma costruito per la prima volta nel 1698) al cui centro è la tela di Flaminio Vitale commissionata dall’abate G. B. Brancia (1724). Il presbiterio quadrato è sormontato da una cupola emisferica, risalente al rinnovamento databile alla fine del ‘500. Altare maggiore, gradini e balaustra del presbiterio furono realizzati nel 1710 su commissione dell’abate Toppi. Al centro del presbiterio è la lapide della sepoltura comune dei monaci; ai lati del presbiterio sono resti del pavimento maiolicato settecentesco. Sulle pareti laterali della navata sono due altari per lato risalenti al restauro del 1724. Da sinistra le tele (tutte di F. Vitale, tranne quella della Madonna di Montevergine, di anonimo del ‘700) raffigurano: S. Benedetto e S. Guglielmo, Madonna di Montevergine, Ss. Lucia e Agata, Madonna col Bambino e S. Donato. Sulla controfacciata è la cantoria, barocca, che conserva l’organo settecentesco. La chiesa fu sede dal 1735 della Arciconfraternita del Ss. Sacramento, riconosciuta con Regio Decreto nel 1846.

Testo: Pietro Di Lorenzo

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