Forchia (BN), chiesa di San Nicola

Il più antico documento che attesta l’esistenza della chiesa di San Nicola è la bolla del 1654 del vescovo di Sant’Agata de’ Goti che la eresse in parrocchia per (ri)-dotare il borgo di Forchia di un presidio religioso stabile per l’amministrazione dei sacramenti. Infatti, forse da almeno tre secoli, gli abitanti di Forchia erano affidati alle cure dell’arciprete della chiesa di San Michele Arcangelo in Arpaia. Però ci sono indizi che Forchia ebbe altre chiese prima del 1654, forse anche già la stessa chiesa di san Nicola. Infatti, la devozione a San Nicola ebbe grande diffusione principalmente in età normanna (il furto e la traslazione delle reliquie a Bari data al 1087). La diocesi di Caudium (nota solo per un vescovo, Felicissimo, 499) è identificata in Furculae, che è già detto “casale” nella donazione del gastaldo Wacco del 797. Probabilmente in corso di ri-popolamento (nell’832-834, Buono, duca di Napoli, la incendiò), una sua terra incolta di 15 moggi fu concessa al gasindio Atio nell’832. Nell’849, Furculae è sede di gastaldato, perimetrato con precisione nel 958. Sue località abitate sono donate alla chiesa di San Giovanni di Benevento nel 936 e nella bolla di Pasquale II all’abbazia di Santa Sofia di Benevento è donata la chiesa Sancta Ierusalem in Furculas Caudinas. Il nucleo fortificato certamente è quello di monte Castello di Arpaia dal quale dipendevano a valle gli abitati attuali di Forchia e Arpaia, ancora associati nel 1275-77 (Furchia-Arpadii).

Si sa che la chiesa nel 1654 aveva navata unica. L’edificio attuale è quello realizzato nel 1847 dal parroco Struffolino. La facciata, di stile neoclassico, è coronata da un timpano triangolare sorretto dalle due paraste angolari. Le cornici del portali principale e di quello laterale hanno ancora le cornici in pietra seicentesche (battenti dei primi del 1800). L’interno, con stucchi, decori, cantoria e pulpito ottocenteschi, ha tre navate, la centrale più alta a 4 campate, con copertura piana (al centro dipinto dei primi del 1700, soggetto non identificato) e conclusa da abside semicircolare. Le laterali hanno solo tre campate (manca la prima), copertura a crociera ribassata. I due altari della navata destra sono di fine 1700, poco successivo il 2° della navata sinistra, imitato nell’altare maggiore (1850 circa). L’acquasantiera in pietra è del 1654. Il 2° altare della navata destra (forse in origine di patronato di una confraternita dei morti) è dedicato al Rosario: la tavola centrale (primi decenni 1600) raffigura la Madonna col Bambino e i Santi Domenico, Caterina da Siena e Pio V (parzialmente ridipinta, attualmente in deposito); 15 quadretti dei Misteri sono disposti a cornice (sec. 18). In deposito è una tela (1780-1800) con la Madonna col Bambino, Sant’Alfonso e Maria Maddalena. Il campanile, ottocentesco, a pianta quadrata, ha tre livelli e coronamento ottagonale a cuspide maiolicata

Testo e immagini: P. Di Lorenzo (marzo-agosto 2018)

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