Capua (CE) – Museo Provinciale Campano, palazzo Antignano

L’insula oggi occupata dal Palazzo Antignano si colloca in un luogo cruciale dell’impianto urbano (definito in età longobarda) della città di Capua, all’incrocio tra l’asse principale di via Duomo e l’asse periferico di via Roma. Non si hanno notizie dell’edificio prima del 1453 quando Francesco Antignano, membro di un nobile casato capuano, ebbe il privilegio da Alfonso I d’Aragona di sopraelevare parte del palazzo e di voltare, con l’arco rinascimentale ancora visibile, lo spazio soprastante la via Duomo,probabilmente inglobando la chiesa di San Lorenzo ad Crucem, citata già nll’859, ristrutturata nel 1059 e nel sec. XIII, soppressa nel 1594, di cui resta uno splendido capitello longobardi. (tutti elementi connotati dall’uso sapiente del tufo grigio). Estinti gli Antignano (1523), passò per matrimonio ai de Capua, poi duchi e principi di San Cipriano Picentino, cui rimase fino al 1818. All’epoca della ristrutturazione degli Antignano, il palazzo fu un eccellente esempio di cultura rinascimentale meridionale grazie a molti elementi (tutti connotati dal sapiente uso del tufo grigio: il bellissimo portale, (stemmi dei d’Alagno e degli Antignano), l’atrio con volta ribassata, la corte maggiore su cui si imposta la scala, voltata, sostenuta da archi rampanti e che conduce al portale dal profilo a mandorla del piano nobile. Le cornici delle finestre rettangolari del fronte principale potrebbero risalire alla metà del XVI. Ospita il Museo Provinciale Campano, ideato nel 1869, fu inaugurato nel 1874;dal 1940 inglobò il contiguo monastero della Concezione. Straordinarie sono la raccolta delle Mater Matute, le sculture longobarde e federiciane, la pinacoteca e la ricchissima e storica biblioteca.

Testo: Pietro Di Lorenzo

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