Pantuliano di Pastorano (CE) – Chiesa di S. Giovanni Evangelista

La chiesa di S. Giovanni in Pantuliano (che con San Secondino e Pastorano costituisce il Comune omonimo) appare nell’elenco delle chiese dell’arcidiocesi di Capua nelle Rationes Decimarum (1308-10). In effetti, la chiesa, per la struttura architettonica e volumetrica, sembra più antica del XIV secolo. Infatti, ancor oggi conserva una navata unica, pressoché priva di aperture, conclusa dall’abside semicircolare. La facciata del complesso evidenzia la struttura interna. Sulla sinistra è il campanile a pianta quadrata, a 4 livelli, l’ultimo dei quali ottagono e coronato da cupola conica. Alla base del campanile, poco elevati sull’attuale livello stradale, sono murati due cippi di spoglio, forse uno funerario, e un grande blocco calcareo antico. Il portale principale conserva, nell’archivolto gotico, un affresco (quasi illeggibile) con la Madonna col Bambino e due santi. Sulla sinistra è il portale della cappella di S. Antonio, sovrastato da un archivolto gotico. La sua cornice interna è articolata in archetti pensili e racchiude pochi resti di una Madonna con Bambino ad affresco. Dalla lapide sul portale si ricavano il nome del fondatore (l’arcipresbitero della chiesa di S. Giovanni, Antonio Adeoci) e la data 1431, ritenuta quella di conclusione anche delle decorazioni. Gli affreschi dell’interno sono attribuiti ad un ignoto maestro, forse marchigiano, con influssi senesi e buona conoscenza del gotico internazione. Le pitture ricoprono completamente le volte e pennacchi delle due campate della cappellina: ne restano solo poche tracce sulle pareti. Gli affreschi della prima campata si riferiscono ad episodi della vita di S. Antonio abate. Sulla controfacciata resta una crocifissione. La seconda campata è dedicata agli otto dottori della chiesa latina e greca. Sull’altare è una grande nicchia sporgente, a sesto acuto, coeva al ciclo principale: sulla fronte sono raffigurati, racchiusi in tondi, i dodici apostoli e il Redentore, negli sguanci S. Caterina d’Alessandria e S. Giovanni Battista; sulla parete di fondo è S. Antonio abate (sec. XVII). Agli stessi anni degli affreschi si può datare il bellissimo il bassorilievo “Madonna col Bambino e angeli reggicortina”, in uno stile gotico già contaminato da riferimenti classici. Altri elementi di interesse nella chiesa sono il bel paliotto d’altare in marmi commessi (sec. XVII), i 15 dipinti con i “Misteri del Rosario” (sec. XVIII), la successiva cappella (cupola e altare, sec. XVII) e, in sagrestia, la curiosa acquasantiera sorretta da una mano (sec. XVII).

Testo: Pietro Di Lorenzo

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