Caserta – Chiesa di San Simeone in Sala

Sala è nome di luogo di origine certamente longobarda. Nella bolla di Senne (1113), che delimitò per la prima volta la diocesi di Caserta, risultano San Vincenzo di Sala e San Simeone di Civecorna (luogo forse prossimo al monte di Briano). Ancor oggi le chiese di Briano e di Sala sono intitolate rispettivamente a San Vincenzo e a San Simeone. Resta dubbia e dibattuta la questione se gli edifici attuali siano ancora quelli citati nel 1113 o almeno insistano negli stessi luoghi. Indizio significativo a favore dell’identificazione delle attuali chiese con quelle del 1113 è l’orientamento est-ovest. Anche il privilegio di papa Alessandro III elencò “San Vincenzo di Sala, San Simeone” quest’ultima senza indicazione di località. Dalla fine del 1200 e con continuità in tutti i secoli successivi San Simeone apparve localizzata a Sala. L’esistenza della parrocchia è nota dal 1588. Purtroppo tutti perduti sono i dipinti su tavola e tela (Madonna del Rosario,1633; S. Simeone, Madonna delle Grazie), gli affreschi (Battesimo di Gesù; Assunta) e le lapidi (1588) che ancora esistevano nel 1722, come dai documenti antichi pubblicati dal preside Di Donato. I molti rimaneggiamenti successivi (almeno 1800, 1856, 1922, anni 1930) dispersero e cancellarono tutte le opere d’arte. Oggi l’unica tela è quella della navata centrale (San Simeone nella presentazione di Gesù al Tempio, di Pasquale Busacca, anni 1930). L’organo fu realizzato probabilmente nel 1770 – 1800, rimaneggiato negli anni 1920 e finalmente restaurato nel 2019 (D. Michelotto). Il campanile, probabilmente realizzato intorno agli anni 1870, reca il quadrante dell’orologio firmato da E.[nrico] Spinelli (1878), orologiaio casertano attivo almeno fino al 1881 (orologio del campanile della cattedrale di Aversa).

Testo e immagini: Pietro Di Lorenzo, gennaio 2020

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