Caserta (CE) – Chiesa di San Ferdinando a San Leucio

La chiesa di “S. Leucio de Monte”, forse ubicata sulla cima del colle, ancora esistente nel 1284, è nella bolla di Senne (1113). Tra la fine ‘500 e primi ‘600 ai piedi del colle sorse la Villa del Belvedere, eretta da Andrea Matteo II Acquaviva. Dalla descrizione del tavolario Francesco Guerra (1636) si sa che era un edificio a due alzati (e un piano interrato per servizi), con quattro torri angolari, introdotto da un piccolo piazzale recintato, aperto da un portale bugnato. Vaste per estensione e di sicura di qualità le decorazioni ad affresco, forse dovute alle stesse maestranze (bottega di Belisario Corenzio) attive nel coevo palazzo al Boschetto, altra dependance della corte Acquaviva in Caserta. Giardini meravigliosi con <.. [ri]quadri guarniti et murati da lauro reggio et compartiti in labirinti…> attorniavano la residenza, cui si accedeva mediante due rampe, attraversando un portico a tre arcate. Al centro era il vasto salone (affreschi con storie del Vecchio Testamento) intorno al quale si distribuivano 8 ambienti per lato, tutti affrescati. Una cappella, affrescata e decorata, dedicata al Redentore occupava il piano superiore al disopra del portico. Abbandonato al passaggio del feudo ai Gaetani (1659), fu acquistato da Carlo di Borbone (1749), con tutto il feudo di Caserta. L’interesse, però, si concentrò in un primo momento sul sito noto come Casino Vecchio, costruito da Collecini nel 1773-74, nel quale sorse la cappella di S. Leucio. L’edificio del Belvedere, dal ’73 sede delle truppe (la cappella era nell’attuale abside), fu definitivamente adattato (Collecini) a chiesa di S. Ferdinando. Nel vestibolo è la vasca battesimale con l’Agnello Mistico di Angelo Brunelli, autore anche delle quattro virtù nelle nicchie (la Fede, la Speranza, la Religione e la Verità, 1778). Il pavimento, in cotto, configura una stella a 8 punte. Gli altari laterali (a sin. S. Leucio, a dex S. Carlo) sono in due catini appena accennati. La parete di fondo è divisa in tre scomparti. Quelli laterali contengono tele di Carlo Brunelli (sin. S. Leucio che battezza, dex. S. Leucio che predica). Lo scomparto di centro è aperto sull’abside con l’altare maggiore (S.Ferdinando, C. Brunelli, 1778).

Testo: Pietro Di Lorenzo

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