Aversa (CE) – Chiesa di Sant’Audeno

Il culto di Sant’Audeno (di nobile famiglia, cancelliere di Dagoberto II e dal 640 vescovo di Rouen), diffuso nel Nord della Francia, fu portato dai Normanni. Nota dal 1202, la chiesa si ritiene fondata intorno alla metà del sec. XII quando la contea di Aversa raggiunse l’apice dello sviluppo. Dell’antico edificio, che sorgeva nel borgo omonimo, al limite delle mura erette dopo la distruzione di Ruggero II nel 1135, restano la cornice del portale gotico e pochi muri. Nel 1934, a causa delle condizioni fatiscenti della chiesa medievale, il titolo e le funzioni della parrocchia furono trasferite nella chiesa della Trinità dei Pellegrini, dove ancora hanno sede. La chiesa dei Pellegrini sorse nel 1603 sul luogo ove era una cappella del 1582. Attiguo alla chiesa era l’Ospizio, fondato nel 1616 ed attivo fino al 1764. La facciata della chiesa fu realizzata nel 1744. Le due nicchie che affiancano il portale ospitano le statue di S. Filippo Neri (a des) e S. Giacomo (a sin); al centro, sul portale, è il bassorilievo con l’Assunta tra la Trinità. L’interno di impianto barocco ma con le decorazioni appesantite dal rimaneggiamento degli inizi del XX sec., è a navata unica con abside, transetto non sporgente, soffitto a cassettoni, cupola sul presbiterio (ricoperta di stucchi barocchi con le statue allegoriche delle virtù. Sulla controfacciata è la cantoria barocca (fine sec. XVII) con l’organo. L’altare maggiore è settecentesco, in marmi policromi. Alla parete dell’abside è un dipinto di M. Stanzione completato da A. Vaccaro con S. Filippo Neri e committenti in adorazione della Santa Famiglia guardata da Dio Padre e dallo Spirito Santo. Gli altri dipinti di Stanzione del soffitto, distrutti nel 1944, furono sostituiti, tra l’altro con la Madonna col Bambino e i santi Audeno e Stefano (sec. XVII). Due cappelle per lato ritmano la navata: i dipinti sono del 1600. A destra, nel transetto è una tela copia di M. Preti (Nozze di Cana); nell’abside due statue lignee dorate del sec. XVI (Ss. Pietro e Paolo). Nella parrocchia furono battezzati i musicisti N. Jommelli e D. Cimarosa: di quest’ultimo si conserva l’atto.

Testo: Pietro Di Lorenzo

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